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La Metodologia dell’Assenso

La Metodologia dell’Assenso

Introduzione alla Critica

C’è chi va a fare i servizi sociali, chi fa un’indianata, chi dorme sotto i ponti e chi lo fa sotto lo stato di grazia, c’è chi si ribalta dalle risate e chi promette ottanta euro a caso.

C’è invece chi fa le veci delle feci, una salmastra landa purpurea data come spacciata per certa già dal suo primo approccio deontologico che grida: “Arricciatevi gli orpelli con l’olezzo di ratto muschiato della Kamčatka” …che poi scopri essere il famigerato “Gatto Puzzo”… creatura regale e leggendaria, mistica e sfuggente, c’è addirittura chi mette in dubbio la sua esistenza… ma non ascoltateli, sono solo dei poveri millantatori pieni di risentimento animalista.

Aguzzate la vista voi, geni della richiesta alterata dalla domanda di risposta: Chiudete le porte!

C’è chi s’oppone, chi si ripone e chi si propone, c’è chi si dimentica di esistere e chi addirittura se lo ricorda e te lo fa pesare… ma pesare sul serio… non sto scherzando.

Allora, chi sono questi qua? Ma è ovvio no!? Sono quelli che promettono ottanta euro a caso, che fanno i servizi sociali e che ti mandano affanculo.

Tante facce, stessa merda.

Il Prospetto del Come

L’orrore liquido s’impossessa del manto e s’insinua su per il setto nasale, i giochi del mastro rigattiere s’infrangono contro il muro dal collo bianco.  Guardato a vista dalla grande macchina il passeggiatore gioca con l’accendino, gli assassini nominati dal polpo lucidano i propri ferri… il buio era ormai giunto, il momento designato scoccò.

Un acuto sibilo iniziò ad udirsi, faccie aggrottate nell’ombra si preparano a mordere. Uno squassante urlo s’impone in quell’assoluto silenzio di paura… brillano le stelle e ardenti fiaccole si preparano per il rito annuale, la melodia cadenzata dei musici copre tutto il cielo, il tempio è gremito, l’altare pronto.

 Un disegno venne tracciato lungo la navata centrale, gli strumenti della conta iniziarono il giro, la musica cessò di suonare. Scivola il tempo, si dilata a dismisura, il cuore è nella gola.

Fu così che i loro occhi non emisero più luce e diventarono piatti: iniziò così la Grande Panfarinata.

La Condizione del Cammino

Ovvero del come la Grande Panfarinata protrae la sua esistenza pur essendo nella più totale negatività etica: il che ci porta nel sottopassaggio di quella vecchia ferrovia abbandonata…

Il lavabo di terracotta era leggermente umido, gusci di arachide coprivano il pavimento, il vetro sporco della finestra lasciava intravedere  poco di quel che fuori succedeva: un gorgoglio di cappucci neri sulle rotaie abbandonate che andavano con passo veloce verso il vecchio sottopassaggio. Il cielo diventò improvvisamente grigio scuro, tonalità violacee s’intravedevano all’orizzonte, non gli fu permesso di parlare… il sangue arrivò al canale di scolo, la pioggia lo laverà via al posto loro.

Uno dopo l’altro, tutti, si adeguarono al nuovo senso; “non c’è ragione per non dare consenso!” dicevano ora.

L’Assuefazione Composita

Il consenso costruitosi rimorchiava tante vecchie ideologie, anche antagoniste tra loro, nella comune causa contro il potere precostituito, noto ai più come: “Giusquo”.  Il nuovo ordine, la nuova libertà doveva prevalere anche con la forza sul lascivismo del Giusquo e fu così  che i tamburi tuonarono…

Un intenso profumo d’inchiostro si percepiva in quella vecchia stamperia, le rotative somigliavano ad un treno in corsa che si staglia all’orizzonte macchiato dall’intensa luce dell’alba. Le squadre della caccia partirono per la loro missione, i bambini piangevano del terrore negli occhi dei loro genitori, l’ombra oscura calò ancora una volta sulla storia, il ciclo del massacro era ormai ricominciato. La Grande Panfarinata prese vita ancora una volta.

L’Ammutolimento delle Masse

Solo il suono della marcia si udiva per le strade della città grigia, gli individui che camminavano in senso opposto vennero costretti ad invertire il tragitto, chi non teneva il passo venne fatto sparire. Fu così che la Grande Panfarinata prese il comando dei crani.

La sala buia era gremita, si udiva lo scricchiolio della folla che scalpitava per vedere il tanto atteso spettacolo, si sente un fischio provenire dalla platea, delle ombre prendono posto sul palco… tre tocchi di hit-hat e la musica potente iniziò a scorrere come un fiume in piena: il grande concerto iniziò.

Grida d’eccitazione, ovazioni interminabili, ora tutti suonavano la stessa armonia… nessun atonale: un mantra di rabbia e frustrazione. La Grande Panfarinata ora attendeva l’ultimo grande passo.

La Presa del Castello

Le scintillanti armature brillavano al sole, si percepiva la pesantezza dell’aria come prima d’una tempesta, roboanti tuoni invadevano i timpani… un fischio muto. Vennero azionate le catapulte, raffiche di frecce oscuravano il cielo, gli assedianti in un lampo riuscirono a penetrare le mura, vennero liberati i mastini… fauci schiumanti rabbia, sguinzagliati alla caccia assalivano uomini, donne e bambini. Preso il cortile attaccarono la seconda cinta muraria prendendo il torrione d’avvistamento, si presentarono sempre più feroci, gli assediati rimasti si arroccarono nel mastio, ultima difesa del Giusquo.

La battaglia infuriava, gli assediati resistevano come meglio potevano, il comandante dell’esercito invasore si presentò al cospetto del mastio e fece suonare il corno. Tutto si fermò ed il comandante si rivolse, in nome della Grande Panfarinata, al Giusquo e gli offrì la possibilità di arrendersi per aver salve le vite dei suoi protettori… le pesanti porte del mastio si aprirono.

Ultime Considerazioni Finali

Non c’è da stupirsi se in questo periodo storico vecchi demoni antilibertari si riaffacciano sulla scena sociale, credo sia un fatto fisiologico insito nella natura umana quello di credere nel cosiddetto “salvatore” ovvero colui che ha il potere di ristabilire e risanare i problemi, ma non è questo il modo, non è con l’antilibertarietà che si risolvono i problemi. Serve uno slancio individuale e collettivo, una crescita umana, servono i sogni per poter camminare. I Falsi Profeti hanno da sempre, con la loro retorica semplicista, catastrofista e volta all’odio per il diverso, attirato le masse… ma non è quella la via. Il potere precostituito va distrutto non con una rivolta reazionaria, che è quello che il potere precostituito vuole, ma con la rivoluzione delle coscienze! La rivoluzione non deve essere un atto di odio, deve essere un atto di Amore.

Mi dileguo, Ciao Individui.