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Muri di Cartone

Muri di Cartone

Era una cupa e piovosa domenica d’autunno, in un posto che poteva essere Budapest o Parigi o magari Anghiari, un giovane passeggia col capo chino per i marciapiedi bagnati, da una finestra poco più in là sente una musica flebile provenire dal giradischi della casa, un tonfo sordo spezzò la melodia.

Non piangete per me, sono già morto

Dissero che altra gente s’era lasciata andare per colpa di quelle note, chi con la corda, chi col gas, chi con il volo, chi con dei flaconi.
-Szomorú vasárnap-
“Moooseca!”

Dopo un pezzo di torta ed una mela, qualcuno si è aggirato attorno alla sede delle Poste e dopo aver scudisciato un albero, probabilmente un Abete, andò a coricarsi sulla panchina del Bar dall’altra parte del quartiere; 

Lo spazzino si masturba sul portone della tizia di fianco e qualcuno giù per la piazza beveva Birra Moretti.

Un bambino non fu vaccinato; un bambino prese la meningite; un bambino è morto.

“All’Alcool: la causa di e la soluzione a tutti i mali”

“Pittsburgh Post! Pittsburgh Post! Pittsburgh Post!” gridava lo strillone, un giovane dinoccolato coi baffi, la mosca e i capelli lunghi si avvicinò, con un cenno del capo si fece consegnare una copia del giornale dal ragazzino e gli lasciò li quei cazzo di due dollari; “POISONED BY DHMO” il titolone a caratteri cubitali prendeva almeno metà della prima pagina, era ormai il 4° caso in un mese, questa volta lo sventurato era deceduto dopo un blocco cardio-respiratorio. Politici di ogni parte, associazioni e quant’altro, si inignavano per la non presa di posizione da parte del governo, che dal canto suo, aveva messo in piedi una commissioni di tecnici per esaminare la sostanza.

Il Problema del DHMO è qualcosa di serio, da non sottovalutare, non ci sono posizioni chiare in merito da parte della comunità scientifica, i pareri sono molto contrastanti tra loro; forse, un giorno, avremo una risposta chiara e definitiva, ma per ora rimaniamo vigili.

Per ulteriori informazioni sul DHMO consultare il relativo sito web

I danni che ha fatto l’Acqua, il Vino non li ha mai fatti

“Ding Dong Dang Dong, Dang Dong Ding Dong” … suonarono le campane, il prete prese la volta, al primo soffio di vento la magna pietra scossa ruggì d’inverno.
“Ding Dong Dang Dong, Dang Dong Ding Dong” … cantarono le campane, il prete prese la volta, al sudore delle nuvole la campagna sbuffò sulle terre del vino.
“Ding Dong Dang Dong, Dang Dong Ding Dong” … tuonarono le campane, il prete prese la volta, al ribollire della terra la bestia fuggì lungo gli alberi blu.

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Sono Gloria: ho lasciato le chiavi sul tavolo, accanto alla frutta

In Gran Bretagna non suonano più se la Domenica è triste.